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Berlusconi da Fazio: “Io premier o uno come Gallitelli”

Silvio Berlusconi nel salotto di Fabio Fazio spiega il suo modello di premier. Citando anche Draghi e Marchionne.

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Silvio Berlusconi torna nel salotto di Fabio Fazio per parlare di politica, ma anche per raccontarsi.

“Ci siamo affidari a un advisor”, spiega il Cavaliere, precisando che almeno finora Yonghong Li ha mantenuto le promesse, investendo 250 milioni di europ er rafforzare la squadra. “Ma sulla campagna acquisti e sui moduli di gioco, non posso intervenire…”, precisa.

E poi l’infanzia, la guerra e il rapporto col padre. “Passato o futuro?”, chiede allora Fazio citando la campagna pubblicitaria per la nuova Repubblica. “Sono il presente e ho un presente molto operoso e determinato”, ha detto il leader di Forza Italia, “Sto lavorando al programma che è un work in progress e che ha avuto un prima approvazione dai nostri alleati”. Poi ha spiegato che il suo programma è stato costruito insieme alla ad avere un programma costruito incontrando un gruppo di persone che non hanno votato alle ultime due tornate elettorali e che avevano già deciso di non andare a votare”.

Poi fa qualche nome. Se la sentenza di Strasburgo non dovesse arrivare in tempo perché si candidi lui stesso, Berlusconi ha già pronto il “piano b”, perché il candidato premier sia una persona di esperienza e competenza. Scartato Tajani – che “sta facendo bene in Europa” – il Cavaliere sta pensando all’ex generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli. “È una persona molto capace, estraneo alla politica, con cui non sono ancora entrato in argomento”, precisa, “Lo considere un esempio. Come avevo detto di Draghi o Marchionne… non è che avessimo già degli accordi, ma serve qualcuno che non viene dal mondo della politica”.

E a Fazio che gli chiede se non teme che gli elettori possano preferire la novità dei Cinque Stelle, come nel ’94 preferirono lui, l’ex premier risponde: “Io spero che non succeda. Nel 1994 scesi in campo contro il pericolo comunista. Oggi il pericolo dei Cinquestelle è più grande”. E ricorda come l’87% dei parlamentari grillini non ha mai fatto una dichiarazione dei redditti: “Non decidono nulla di proprio, non hanno nessuna competenza o preparazione”, spiega, “Basta vedere quando sono andati al potere nei comuni, dove hanno dimostrato di non saper governare”. E Luigi Di Maio? “Ha un bel faccino, ma è una bella meteorina, come quelle di Emilio Fede”, taglia corto. Rifiutandosi di fare “il gioco della torre” tra Renzi e il capo politico M5S.

Inevitabile quindi parlare di Eugenio Scalfari che ha rivelato di preferire Berlusconi al leader M5S in caso di ballottaggio. “La vecchiaia rende più saggi”, dice sorridendo il Cavaliere, “Sono soddisfatto che finalmente abbia dato una risposta conveniente. È stato colpito dalla lucida follia di Erasmo da Rotterdam…”.

Una battuta anche sull’Ema, l’Agenzia europea del farmaco persa per un soffio nel ballottaggio con Amsterdam: “A Bruxelles c’erano i leader dei vari Paesi, non c’erano il nostro premier, il ministro della Sanità, il ministro degli Esteri, il sindaco di
Milano”, spiega, “Non abbiamo saputo esser lì a conquistare il gradimento di altri paesi come ho saputo fare io in tante occasioni. Come ho fatto per far eleggere Draghi alla Bce”.

Parlando delle elezioni, infine, Berlusconi assicura che il centrodestra è “già al 38%” ed è pronto ad accogliere Umberto Bossi se la Lega non lo candidasse. Per quanto riguarda il programma, sei sono i punti fondamentali: meno tasse, meno Stato, meno vincoli dell’Europa, più aiuti ai più deboli, più sicurezza e più giustizia.

E lo ius soli? “Non basta frequentare un ciclo scolastico per essere italiano e per avere diritto automatico alla cittadinanza. Noi non voteremo la fiducia”, ha detto il leader di Forza Italia.

Articolo di Chiara Sarra, su Il Giornale.

 

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