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Berlusconi, timore fake news “Possono inquinare il voto”

Il leader di Fi: «Da Scalfari a Prodi, ora tutti riconoscono il golpe contro di me». E prosegue il lavoro sulla flat tax

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«Il centrodestra saprà tornare a governare l’Italia. Se da Scalfari a Prodi è in corso una rielaborazione storica della mia vicenda politica? Meglio tardi che mai.

Sono consapevoli che nel 2011 c’è stato un colpo di Stato contro di me, uno dei 5 che hanno massacrato la nostra democrazia e in più c’è stato un attacco alla mia persona culminato nella sentenza assurda del 2013».

Mentre i sondaggi certificano il costante recupero di Forza Italia – un trend in salita con l’allargamento della forbice con la Lega, con gli azzurri al 15,3, il Carroccio al 12,8 e Fratelli d’Italia al 5,3 secondo l’ultimo sondaggio Emg – Silvio Berlusconi continua a riprendersi la scena pubblica e ad esporre il suo programma attraverso una serie di interviste televisive. Ieri sera si è concesso alle telecamere del Tg2, mentre stamattina sarà negli studi di Mattino 5. Lunedì, invece, dovrebbe presiedere una importante cena di autofinanziamento con molti imprenditori.

Nell’intervista al Tg2 Berlusconi mostra di non temere le frizioni e le differenze interne alla coalizione «con loro governiamo benissimo nelle Regioni». Ribadisce di stare lavorando con passione alla «riorganizzazione di tutto il comparto fiscale, attraverso la flat tax, una tassa uguale per le famiglie e le imprese che attraverso la diminuzione delle aliquote e la semplificazione convincerà molti contribuenti a non eludere e a non evadere il fisco». Infine un commento sulle cosiddette fake news. «Le fake news possono inquinare la campagna elettorale abbastanza o anche molto, io sono la vittima numero uno delle notizie false, ma la gente lo capisce bene e sa che sono fake news le accuse giudiziarie contro di me, 76 processi, un record universale».

Il dialogo con gli alleati per le candidature fatica, invece, a decollare. In particolare per il Lazio secondo le ultime indiscrezioni si procederà alla valutazione di una «rosa» di personalità politiche e civiche attraverso un sondaggio in modo da individuare il candidato con il maggiore consenso potenziale.

Sullo sfondo continuano le prove tecniche di allargamento della coalizione. Si lavora alla nascita della quarta gamba del centrodestra e ieri nella sede dell’Udc si sono incontrati Lorenzo Cesa ed Enrico Costa in rappresentanza di Scelta Civica di Enrico Zanetti; di Direzione Italia di Raffaele Fitto; dei movimenti di Clemente Mastella e Saverio Romano e di Idea di Gaetano Quagliariello. Oggi sempre Cesa incontrerà Stefano de Luca, presidente del Partito Liberale. Alla fine del faccia a faccia l’ex ministro Costa si attesta su una linea prudente: «Stiamo lavorando attivamente per costruire una proposta liberale e popolare nell’ambito del centrodestra». Secondo quanto riportato dall’AdnKronos sarebbe in corso un braccio di ferro sulla scelta del simbolo. Cesa considera intoccabile il marchio di fabbrica della Balena Bianca. Altri come Zanetti preferirebbero adottare altri simboli. È chiaro, però, che l’Udc dopo l’ottimo risultato siciliano rivendica una posizione di centralità all’interno del nuovo soggetto.

Articolo integrale su Il Giornale a cura di Fabrizio De Feo

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