ROMA IN UN SOLO ANNO 11 POSIZIONI IN MENO

Roma, 27 nov. – “Se Virginia Raggi ancora non ha capito che disastro abbia combinato da quando ha preso il timone di questa citta’, arrivano i dati della XXVIII edizione dell’indagine annuale del Sole 24 Ore sulla qualita’ della vita nelle citta’ italiane a mostrarglielo: Roma passa dal 13esimo posto del 2016 al 24esimo del 2017. In un solo anno 11 posizioni in meno: anche questo e’ colpa delle precedenti amministrazioni?”. Cosi’ in un comunicato Davide Bordoni, capogruppo Forza Italia al Comune di Roma.

Di seguito l’articolo su Il Sole 24 Ore a cura di Marco Biscella 

Qualità della vita, chi vince e chi perde con i nuovi

indicatori. Sondrio prima nell’e-commerce.

La Qualità della vita è come un cantiere in continuo aggiornamento. Perché il benessere e la vivibilità di un territorio non sono valori statici, hanno una loro dinamicità, dovuta al fatto che bisogna tenere conto dell’evoluzione economica, sociale e degli stili di vita degli italiani. Ecco perché l’edizione 2017 dell’indagine curata dal Sole 24 Ore ha introdotto sei nuovi parametri: acquisti online, gap retributivo di genere, spesa in farmaci, consumo di suolo, anni di studio degli over 25 e indice di litigiosità nei tribunali. E che risultati emergono da queste “new entry”? Come sempre, un’Italia a più velocità.

Il carrello online è più movimentato a Sondrio che a Milano. Il capoluogo valtellinese, infatti, batte quello lombardo per numero di ordini all’anno ogni 100 abitanti: a Sondrio sono più di 63 contro i 55 di Milano. Al terzo posto la provincia di Verbano-Cusio-Ossola con quasi 50 acquisti all’anno ogni 100 abitanti. All’opposto, con meno di 15 ordini, si piazza Caserta. E sotto la soglia dei 20 acquisti online troviamo anche Trapani, Bari, Brindisi, Catania e Barletta-Andria-Trani.

Il Sud, o meglio la Sicilia, si riscatta nell’indice relativo al gap retributivo di genere. Nelle prime cinque posizioni per differenza, espressa in percentuale, più bassa tra retribuzioni degli uomini e delle donne si piazzano, infatti, quattro province dell’isola: al primo posto Caltanissetta (9,2%), al terzo Enna (10,7%), al quarto Agrigento (12%) e al quinto Messina (al 12,5%). A interrompere il filotto è solo Vibo Valentia, in Calabria, seconda con il 9,7%. I gap maggiori si registrano invece in altre aree del Centro-Sud, visto che negli ultimi tre posti figurano Carbonia Iglesias (31,7%), Viterbo (28,4%) e Taranto (26,8%). E nelle grandi città? Napoli è al sesto posto, Milano al 14°, Roma al 29°.

Nella categoria “Ambiente e servizi” hanno debuttato due nuovi indicatori. Partiamo dalla spesa per farmaci per abitante. A Reggio Emilia si spendono solo 345 euro, cinque in meno rispetto a Campobasso (350) e 11 in meno di Matera (356 euro). Un segnale, forse, di buona salute complessiva delle popolazioni residenti in quelle province. In questo ambito gli esborsi maggiori sono effettuati dagli abitanti delle province di Lucca (510 euro), Genova (528 euro) e Ancona (530 euro). Insomma, un 30% in più rispetto alle capoliste.

Quanto al consumo di suolo, calcolato come percentuale sulla superficie totale, al primo posto si piazza la provincia dell’Ogliastra, in Sardegna, che ha ceduto a cemento e asfalto solo il 2,61% del proprio territorio. Seguono Verbano-Cusio-Ossola (2,86%) e Matera (2,87%). Ben più “congestionata”, in ultima posizione, si piazza la provincia di Monza-Brianza, con valori quasi venti volte superiori: 40,84% di territorio consumato. Penultima è Napoli (34,06%) e terz’ultima Milano (31,88%).

A primeggiare nella graduatoria del nuovo indicatore relativo al numero medio di anni di studio della popolazione over 25 anni è Roma, con 11,7 anni, davanti a Trieste (11,5), Milano e Bologna (11,3) e Firenze (11,1 anni di studio). Ben 35, invece, sono le province che non raggiungono i 10 anni in media di studio, con Barletta-Andria-Trani fanalino di coda, sotto i 9 anni (8,9% per la precisione).

Infine, l’indice di litigiosità nei tribunali, cioè il numero di nuove cause intentate nel 2016 ogni 100mila abitanti. Il criterio è stato scelto immaginando che una provincia fosse come un condominio: a chi piacerebbe vivere con vicini di pianerottolo scorbutici e pronti a trascinarvi in tribunale per ogni dissidio o problema? Ebbene, in questo indicatore a vincere è proprio la regina della Qualità della vita 2017, vale a dire Belluno con sole 411 cause ogni 100mila abitanti. “Tranquille” anche le province di Cremona (441) e Mantova (476), che salgono sul podio.

Tra le grandi città, più rissose Roma (al 105° posto) e Napoli (al 106°) rispetto a Milano (in 92esima posizione). Ma se proprio la vostra qualità della vita non può sopportare liti e discussioni, “evitate” le province di Reggio Calabria (ultima con 1.974 cause ogni 100mila abitanti), Salerno (penultima con 1.964) e Caltanissetta (1.897).

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